TAGLI
di
Elisa Medde
Tagli, tagli decisi, di geometria di forme e di luce che orientano
l'attenzione su cosa si
vuole si
percepisca, per allineare la sensazione dell'osservatore all'intento
dell'artista.
Poi i
soggetti, dagli insignificanti oggetti rigettati dal quotidiano,
all'uomo ed al suo partner
di sempre,
l'animale, a cui l'uomo stesso non sembra attribuire grande rilievo,
considerandolo
oggetto e
soggetto di consumo, privo dell'animalità che lo distingue
scordando così colpevolmente che
l' attribuzione
è propria anche a sè stesso.
Forme
sfuggenti ed urbanità decadente, tratti di una realtà che
pesa in quanto
coesistente nell'opulento mondo
odierno.
La Fotografa non
manca di usare sapientemente gli elementi sintattici del linguaggio che
usa
e volutamente
ossessiva è la scelta di riprendere spesso i soggetti in
primissimo piano ed in prospettiva
allargata, quasi
a voler rimediare all'alienazione incombente, con l'intento di
ricollocare le cose nel loro proprio contesto.