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L’attività iniziò sommessamente nel 1982, primo anno di vita del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico, per iniziativa dell'allora Rettore David Brook Sutcliffe, all'Hotel Europa di Marina di Aurisina, luogo in cui si svolse il primo anno accademico. Le lezioni teoriche e le esercitazioni di ripresa venivano svolte in una sala dell’Hotel, in un bagno prese posto una modestissima ma efficiente camera oscura.
Poi, nell'anno successivo, allestita la sede definitiva a Duino, per l’attività venne reso disponibile lo scantinato di una delle sedi dal Collegio, Villa Lucchese: due piccoli vani, uno adibito a miniaula e l'altro a dark room. Era disponibile una sola fotocamera per 20 Studenti, che pur in tali ristrettezze strumentali, grazie alla loro splendida motivazione iniziarono da subito a produrre lavori fotografici molto interessanti.
Questo successo portò un vantaggio rilevante, poiché, nell'anno successivo, il terzo, gli Studenti poterono disporre di maggiori strumenti: un'aula, una sala di posa, ben due camere oscure ed un budget per l’acquisto di apparecchiature fotografiche. Che altro chiedere? Gli Studenti ben risposero a tale disponibilità, dedicandosi con generosità all'attività, e soprattutto rendendo apertamente disponibili e produttive le loro diverse specificità culturali, la loro voglia di sapere, capire ed esprimere.
Oggi l'attività di fotografia al Collegio (una tra le attività estetiche integrative del programma formativo degli studenti) attuata in strettissima collaborazione con il Centro Internazionale d’Arte Fotografica di Trieste, si articola in tre diversi livelli e coinvolge annualmente, in media, una cinquantina di Studenti che così percorrono tutte le fasi che dall'immagine "pensata" portano all'immagine "proposta" in un'ottica assai pragmatica centrata certo sul "sapere", ma soprattutto sul "saper fare", apprendendo ad impiegare i fondamenti tecnici, espressivi e storici della fotografia fotochimica ed analigica, ma esprimendosi, in coerenza con i tempi, nella sua forma digitale.
Tre sono i livelli di attività degli Studenti:
livello "beginner": gli Studenti acquistano le capacità di base sia linguistiche che strumentali che esplicano sia in fase di ripresa che in fase di post-
Livello "intermediate": gli Studenti progrediscono nell'esplorazione del linguaggio, sperimentando svariati generi fotografici (figura, ritratto, reportage, paesaggio, macro-
Livello "advanced": tale attività viene riservata necessariamente ai soli second years che abbiano già svolto l'attività nei precedenti livelli. Nel corso dell'attività si confrontano con la realizzazione di un progetto fotografico concordato con il loro Formatore. Tale progetto avrà forma, alla fine, o di una mostra fotografica personale, o di un libro fotografico. In questa fase, gli Studenti, ormai già in grado di muoversi con sicurezza per quanto riguarda gli aspetti tecnici e linguistici, affrontano autonomamente il loro lavoro, assistiti sistematicamente dal loro Formatore per la verifica dei risultati.
E’ da notare che gli Studenti del Collegio apprendono a fotografare partendo generalmente dal livello "zero" e possono praticare la fotografia per un solo biennio accademico, un tempo oggettivamente molto breve per maturare una grande esperienza, eppure in questi venticinque anni hanno creato migliaia di immagini che sono state, anno per anno, selezionate ed esposte in varie sedi, spesso prestigiose, dove hanno sovente riscosso critiche molto lusinghiere. Considerando poi che per loro l’attività di Fotografia non è curriculare, non rimane allora che una chiave di spiegazione per comprendere tutto ciò: una felice combinazione di entusiasmo, generosa voglia di lavorare, uso dell’intelligenza e tanta, tanta passione.
Numerosissime sono le mostre fotografiche che in questi venticinque anni hanno visto apprezzare il lavoro degli Studenti, le loro immagini sono state ospitate, tra l’altro, alla manifestazione internazionale “Spilimbergo Fotografia”, al Castello del Verginese (Ravenna), all’Università degli Studi per Stranieri di Firenze, all’Università Bocconi (Milano), alla SISSA (Trieste), al Castello di Gorizia, in Lucania (Acerenza), ecc..
Di frequente le loro opere sono state esposte assieme al lavoro di grandi nomi della Fotografia, come ad esempio il grande fotografo Erich Hartmann che gli Studenti hanno avuto l’opportunità di incontrare personalmente e con cui hanno potuto discutere di Fotografia e quindi giungere ad un arricchimento formativo.
Ad Erich Hartmann,
Alla sensibilità ed alle capacità del Rettore, Marc Abrioux, si deve se l’attività negli ultimi anni sia potuta sopravvivere anche a fronte di non indifferenti difficoltà di ordine economico (che spesso affliggono il Collegio): non solo l’attività è potuta continuare, ma si è ancor più sviluppata raggiungendo livelli di eccellenza, grazie anche alla profonda amicizia che lega il Collegio alla signora Ruth Hartmann, con la quale si è intrattenuto, negli anni, un rapporto importante di collaborazione anche culturale oltre che di simpatia. La signora Hartmann ha dedicato agli Studenti delle importanti e spesso inedite mostre fotografiche del marito. Quest’anno, in occasione del venticinquennale, sono state esposte due mostre importantissime, una inedita a livello mondiale (Music Makers) in occasione dell'inaugurazione dell’Auditorium Principe Raimondo della Torre e Tasso a Duino e “In the Camps” a Villa Manin di Passariano del Friuli.
Recentemente gli Studenti più capaci e motivati sono stati protagonisti delle cosiddette photoprofessional experience’s, consistenti sostanzialmente in servizi fotografici, dal taglio professionale, svolti a 360° per promuovere la visibilità di località, italiane e non, interessanti e suggestive, ma non abbastanza conosciute dal gran pubblico.
La manifestazione del 25° Photography vuole essere un omaggio ai più di mille Studenti che in questi 25 anni hanno lasciato non solo una traccia iconica del loro passaggio, ma un contributo di simpatia, di collaborazione, di entusiasmo insieme ad una testimonianza visibile sui valori che li hanno mossi nella loro attività.
Guardando le immagini degli Studenti è’ interessante osservare come vi sia una sorta di trasversalità nelle modalità espressive delle diverse generazioni, che se trova una risposta in riferimento alla fascia d’età che li accumuna, non altrettanto si spiega se si pensa ai cambiamenti di costume e culturali che nel tempo sono intervenuti: la risposta forse sta nel fatto che certo, il tempo scorre, i costumi cambiano, ma i valori, quelli buoni, se ci sono rimangono immutati nei tempi.
Mi accade talvolta di rivedere degli ex Studenti che ritornano in visita al Collegio e quandoqualcuno passa a salutarmi, bizzarramente, il mio primo atto mentale è di salutarlo a mia volta con disinvoltura, come se fosse uno Studente ancora in essere: non realizzo subito, nella mia mente, che magari sono trascorsi dieci anni da quando se ne è andato dal Collegio.
Sarà perché, in fondo, nel mio intimo quello Studente è sempre rimasto là, attraverso una sua presenza virtuale, resa concreta dalle immagini che ha lasciato e che sono, in fondo, una parte della sua persona.
Siete stati più di mille, capita talvolta che non ricordi i vostri nomi, ma ognuna delle tante, belle immagini che avete lasciato mi porta al vostro sorriso e mi rimanda alla vostra persona, ai rapporti, sempre splendidi e costruttivi che abbiamo avuto. Sono stati venticinque anni di grande lavoro ed insieme di grandi soddisfazioni: vi ringrazio per ciò che avete saputo insegnarmi. Un grande abbraccio a tutti voi,
Angelo Friolo
Prof.Angelo Friolo-