Metamorfosi 2012 - Nuovo Progetto

Vai ai contenuti

Menu principale:

Metamorfosi 2012

Autori > Angelo Friolo

Nota dell'Autore,
Queste immagini sono state ottenute partendo da scatti di altri Fotografi che, per una ragione o per l’altra, mi hanno colpito ed a cui ho voluto dare la mia personale interpretazione (*), stravolgendone totalmente contenuti, estetica, significanti e significati e di conseguenza gli attributi d’induzione psichica.
Si dirà: ma se non hai fatto lo scatto, allora non sei tu l’Autore delle immagini!
Rispondo, premettendo per intanto un'opportuno chiarimento.
tra il significato della parola "foto" ed "immagine c'é un abisso quantomeno semantico: quella cosa che comunemente viene definita "fotografia" va riferita al mero scatto materiale del fotografo. L'"immagine", invece é un'altra cosa, quella cosa che restituisce non tanto la raffigurazione dell'oggetto ripreso, quanto la sua trasformazione secondo la sensibilità e l'intento dell' Artista (infatti é piuttosto comune leggere o sentire recensioni del tipo....l'Autore ne ha restituito un'immagine romantica, eroica, sublime, nobile, agghiacciante, sensuale, ecc......).
E poi, ciò sarebbe vero se le due immagini (la materia grezza e quella trasformata) trasmettessero sensazioni somiglianti tra loro! Ma se, ad esempio, l'una comunica solo sesso e l'altra sensualità, allora le due opere sono profondamente diverse. L’Autore è colui che crea non tanto lo stilema di un’opera, ma la capacità dello stesso di trasmettere ad altri il senso estetico che ha suscitato in lui l'emozione evocata dello stilema stesso, quelle sensazioni, che lo hanno mosso ad immaginare "come poteva essere é non é stato", insomma, il suo significante estetico-artistico.
Le fotografie originali erano delle comuni rappresentazioni di nudo, certo, anche ben fatte da un punto di vista strettamente tecnico-fotografico, ma che con l’Arte avevano ben poco a che spartire: penso che queste mie "traduzioni" comunichino invece quantomeno la bellezza e la sensualità femminile (o almeno questo è ciò che mi sono proposto di fare).
In quanto alla differenza che c’è tra scattare personalmente o servirsi di scatti altrui, beh, se devo riandare con il pensiero alla mia prima edizione di Metamorfosi (2000), dove fui io stesso ad occuparmi degli scatti fotografici in studio alle modelle, devo dire che quella parte del lavoro oggi la considero una sorta di "manovalanza" della Fotografia (mi si perdoni l'espressione, non c'é alcuna arroganza): non è come fai lo scatto che conta o quali siano le caratteristiche estetiche delle modelle. Conta ciò che provi e la tua capacità di trasformare in quel senso quella "materia prima" costituita dagli scatti fotografici. Rivendicare la paternità di un'immagine per il solo fatto di essere stato l'artefice dello scatto da cui ha tratto vita propria, sarebbe come confondere la farina con il pane.
E’ da quando esiste che la Fotografia si sforza di rivendicare la sua pari dignità rispetto alle altre forme di rappresentazione iconica nell’ambito dell’arte, non sempre riuscendoci e quelle poche volte che ci riesce, lo fa con fatica, perciò l'opera fotografica, anch'essa, può e deve "peccare" di contaminazione.
E poi, in fondo anche il fotografo, artefice dello scatto, si potrebbe obiettare, non ne é il titolare assoluto: l'unico titolare naturale é la cosa o l'evento che ha dato vita a quello scatto, ovvero la realtà fotografata.
Comunque, al di là di queste considerazioni che meriterebbero un più largo spazio intorno alla questione, nel caso presente, oggi come nel passato, mi sono immedesimato nel mio omologo Pittore che, con la sua tela, i suoi pennelli e quant'altro, se ne sta di fronte ad un soggetto, non tanto per rappresentarlo più o meno così com’è (per quello basta un Fotografo), ma per darne la sua personale interpretazione, mettendoci dentro tutto ciò che lo emoziona e cercando, con la sua opera, di condividere con altri quelle stesse emozioni e superare, in questo modo il limite della verosimiglianza che é proprio della Fotografia intesa in senso ortodosso.
Nella specie, non vi è alcuna differenza, poiché l’oggetto che suscita il mio interesse, questa volta non è una veduta od un modello, ma un’immagine che in qualche maniera mi ha colpito e che intendo interpretare a mio modo, per gli stessi scopi di cui sopra. La cosa non deve stupire, quanti paesaggisti ad esempio, da quando esiste la Fotografia, se ne sono serviti per portare l'oggetto del loro interesse nello studio dove trasformarlo secondo il proprio sentimento? Quanti artisti, Andy Warhol per tutti, hanno "rimaneggiato" opere celebri per darne nuove, affascinanti interpretazioni?
Nella prima edizione di Metamorfosi, i miei pennelli, i miei colori e quant’altro erano costituiti dalla camera oscura fotografica: oggi invece, da Photoshop, strumento straordinario, per chi lo sa usare a fondo, per dare sostanza alla propria immaginazione.
Angelo Friolo - 2012

* Anche da un punto di vista giurudico: ........... le opere derivate trovano una prima ed indiretta previsione nell’art. 4 della legge 633/1941......(Pubblicato da Avv. Massimo Corio in Pubblicazioni sul mensile Italia Arte        17/11/2011 11.13.34).


Torna ai contenuti | Torna al menu